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NOVANTA
ANNI DI VITA! |
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Veniamo da
lontano, si può ben dirlo. Anzi da molto lontano, quando era davvero
impensabile che tre giovani artigiani, con alla testa Giovanni Lupo,
reduci dalla Grande Guerra, muniti solo della licenza della scuola
elementare, senza risorse proprie o di finanziatori, potessero ideare e
mettere in atto con incredibile ingenuità e determinazione, la
pubblicazione di un giornale periodico con il quale smuovere la società
cittadina di allora e “rivoluzionare” la vita di Castelbuono.
Eppure nel
1921 questo miracolo avvenne.
A dispetto
delle intuibili, enormi difficoltà, delle critiche dei soliti ben
pensanti chiusi nel pettegolezzo di circoli e caffè, del ritiro, nel
giro di pochi anni, dei due amici, Nunzio Di Garbo (elettricista
“inventore”) e Totò Genchi (ebanista), Giovanni Lupo, armato solo della
sua immensa passione, del suo irrefrenabile entusiasmo, del suo
sconfinato amore per la nostra terra, volle e seppe portare avanti
questa magnifica avventura.
Il giorno
lavorava con il padre al deschetto di calzolaio (‘u bancarieddu che,
italianizzato in “il bancarello”, diventò la testata del giornale, a
significare tutti i banchi di lavoro) e la notte scriveva i pezzi che
poi quindicinalmente portava a Palermo, per la composizione e la stampa.
E tutto questo fino al 1926, quando ebbe il coraggio e l’intraprendenza
di impiantare in loco la tipografia, per la composizione e la stampa non
solo del giornale, e la sua vita cambiò profondamente, pur mantenendo
saldi e forti le radici nel mondo artigianale, sicuramente la classe
tradizionalmente più ingegnosa, vivace e aperta di Castelbuono. |
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E così,
anno dopo anno, vincendo ogni sfida e ogni ostacolo, la sua creatura di
carta stampata (come amava definirla) proseguì nel suo cammino fino a
raggiungere (come ampiamente rappresenta un disegno del prof. De Bacci
Venuti di Firenze, pubblicato nel numero del 10 luglio 1927 e come fu
ufficializzato qualche anno dopo con la nuova testata “L’Eco delle
Madonie” ) tutti i paesi delle Madonie. E anno dopo anno al giornale
Giovanni Lupo diede la sua vita, si può dire fino alla sua morte,
avvenuta nel 1992, alla veneranda età di 96 anni.
A rileggere
le migliaia e migliaia di pagine del nostro periodico, frutto anche di
una infinita schiera di collaboratori, vi si trova la storia piccola e
grande di Castelbuono e delle Madonie, con i problemi economici, le
questioni sociali, le necessità di opere pubbliche, la cronaca di mille
e mille fatti e avvenimenti riguardanti modeste persone o personaggi
illustri, con innumerevoli proposte e iniziative di sviluppo e di
valorizzazione del paese e del comprensorio; arte, cultura, poesia,
letteratura, storiografia, monumenti, ambiente, sport; e vi si trova
soprattutto il grande amore di Giovanni Lupo per le nostre montagne, al
punto da dare al giornale nel 1947 (alla ripresa delle pubblicazioni,
dopo la soppressione subita nel 1940 con l’entrata in guerra dell’Italia
nel secondo conflitto mondiale) il sottotitolo “Periodico montano della
Sicilia” e il motto che tuttora riportiamo come segno di fedeltà ai
luoghi, di filosofia di vita: “…al piano vada chi vuole, noi rimaniamo
in montagna”.
Ma non fu
solo Giovanni Lupo, nel portare avanti questa grande opera di “battaglie
civilizzanti” (come recita il sottotitolo de “il bancarello”). Seppe
conquistare infatti il conforto, il sostegno economico, l’amicizia
affettuosa, l’apprezzamento di centinaia e centinaia di abbonati (nei
primi venti anni soprattutto da parte degli emigrati negli Stati Uniti,
ancora di prima generazione), che gli consentirono di superare le
ricorrenti difficoltà e gli ostacoli di ogni sorta.
Un
conforto, un sostegno, un’amicizia e un apprezzamento che continuano
tuttora, e per i quali non ringrazieremo mai abbastanza i tanti amici
vecchi e nuovi che, anche di padre in figlio, si sono succeduti nello
starci vicini.
Il merito
di tanta longevità va dunque diviso con loro.
Siamo certi
peraltro che continueranno ad assisterci nel portare avanti l’avvenuta
di un giornale che, nel panorama della stampa periodica minore, di
esclusivo interesse locale, rappresenta un caso davvero raro.
Le
Madonie |
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Ai nostri amici |
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Anche per quest'anno abbiamo deciso di lasciare invariato il costo
dell'abbonamento, nonostante ogni difficoltà.
Ringraziamo quanti hanno già provveduto a rinnovarlo e sollecitiamo i
ritardatari.
E’ appena il caso di sottolineare ancora una volta che il nostro
giornale si sostiene soltanto con gli abbonamenti, non avendo
finanziatori palesi od occulti, né significative inserzioni
pubblicitarie.
Ai nostri amici va pertanto la più viva riconoscenza con gli auguri più
fervidi per il nuovo anno. |
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